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mercoledì 11 gennaio 2012
Il giro di boa: se ci sei batti un colpo!
Notte della Befana, ore 0.46
Poso il libro, spengo la luce. Lui dorme da 60 secondi circa.
TUMP.
Il primo colpo della bimba nella mia pancia. Penso: ma no, dev'essere stata l'arrabbiata che non ho digerito bene.
STUMP. TUTUMP.
No no, è proprio IDDA! Rimango congelata un secondo prima di ricordarmi che sto ospitando una micronana di 21 settimane che evidentemente sta facendo una delle seguenti cose:
1) Ha gradito l'amatriciana
2) Sta festeggiando la Befana con svariati brindisi di liquido amniotico
3) Ha organizzato un rave con gli amichetti per festeggiare la sua 21a settimana in una comoda e confortevole pancia (ah, ecco a cosa serviva e perchè non sono mai riuscita a toglierla nonostante lo sport)
4) Ha deciso di protestare contro una mamma che non sta ferma un attimo e quindi ha approfittato della mia immobilità per darmi qualche cazzotto e chiedermi di smetterla.
Non lo so, chi può dirlo? Fatto sta che è durato un quarto d'ora e io sono rimasta con gli occhi piacevolmente sbarrati nel buio perchè, nonostante tutto questo succeda a donne e femmine animali di tutto il mondo, quando ti capita è una cosa incredibile. E, pare, era solo l'inizio...perchè non si è + fermata :)
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giovedì 8 settembre 2011
A spasso per le Seychelles
Afternoon walk, a photo by sciabby on Flickr.
Per noi, le Seychelles erano l'approdo, dopo un viaggio emotivamente pieno e fisicamente intenso. Tutto quello che volevamo era sdraiarci su una spiaggia, nuotare, mangiare e dormire.
Ma le Seychelles non erano d'accordo!
Non pioveva da 4 mesi quando siamo arrivati (la pioggia aspettava noi, pare....) e le isole ci hanno accolto con dei colori molto diversi da quelli che normalmente si vedono in cartolina. Il tempo, insomma, non è stato favorevole, come si dice.
Ma questo in realtà ha cambiato completamente il punto di vista di questa seconda parte del viaggio: non appena ho visto la prima montagna coperta dalle nuvole ci siamo sentiti catapultati dentro il set di LOST e abbiamo deciso di immedesimarci, esplorando le coste meno battute, le strade meno frequentate, e soprattutto di fare gli avventurieri in bicicletta.
Per noi, le Seychelles erano l'approdo, dopo un viaggio emotivamente pieno e fisicamente intenso. Tutto quello che volevamo era sdraiarci su una spiaggia, nuotare, mangiare e dormire.
Ma le Seychelles non erano d'accordo!
Non pioveva da 4 mesi quando siamo arrivati (la pioggia aspettava noi, pare....) e le isole ci hanno accolto con dei colori molto diversi da quelli che normalmente si vedono in cartolina. Il tempo, insomma, non è stato favorevole, come si dice.
Ma questo in realtà ha cambiato completamente il punto di vista di questa seconda parte del viaggio: non appena ho visto la prima montagna coperta dalle nuvole ci siamo sentiti catapultati dentro il set di LOST e abbiamo deciso di immedesimarci, esplorando le coste meno battute, le strade meno frequentate, e soprattutto di fare gli avventurieri in bicicletta.
Abbiamo scoperto che dietro i resort, c'è un mondo. La vita tranquilla di donne uomini e bambini che, oltre a camminare tantissimo (ma 'ndo vanno???), passano tanto tempo seduti sul ciglio della strada e non aspettano altro che passi per salutarti e socializzare.
Abbiamo scoperto spiagge dove c'eravamo solo noi, dove ci siamo sentiti 'Cast away' e dove per un po' hai la sensazione di essere solo tu e la natura. Per questo, la osservi meglio e noti cose che non ti sei mai fermato a guardare: un gabbiano con una preda terrorizzata in bocca, o la pioggia che bagna i petali di un fiore
, o un granchio che ti ruba il pranzo.
Abbiamo fatto un'overdose di colori, e abbiamo scoperto che, con le nuvole, i colori delle Seychelles acquistano un'altra sfumatura, bellissima e intensa, che ha completato la 'palette di colori emotivi' che avevamo iniziato in Sudafrica.
Altre foto delle Seychelles QUI
Abbiamo fatto un'overdose di colori, e abbiamo scoperto che, con le nuvole, i colori delle Seychelles acquistano un'altra sfumatura, bellissima e intensa, che ha completato la 'palette di colori emotivi' che avevamo iniziato in Sudafrica.
Altre foto delle Seychelles QUI
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lunedì 5 settembre 2011
Cosa c'è sulla mia strada (ancora sul Team Building!)
the road to nowhere, a photo by sciabby on Flickr.
Non è la prima volta che, dopo un'esperienza formativa, mi viene voglia di scrivere qualche pensiero (vedi QUI e QUI).
Questa volta è stato diverso: mi è capitato di condividere, in gruppo (e un gruppo particolarmente eterogeneo), un'esperienza che in passato ho vissuto sempre da sola: essere 'smontata' come una macchinina giocattolo su un tavolo, per poi essere rimontata con tutti i pezzi ripuliti e delle ruote più salde.
E' molto faticoso, e presuppone voglia di cambiamento e coraggio di guardarsi dentro: la mia sensazione iniziale è stata quella di essere 'svuotata' ma in realtà è una sorta di 'pulizia' che, dopo, ti fa sentire più leggero e - quindi - più preparato ad a 'scattare' e ad affrontare nuove difficoltà. Anzi, quasi non vedi l'ora, e vorresti subito mettere alla prova la tua capacità di cambiamento.
L'olio è fresco, il motore è acceso, si parte!
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sabato 27 agosto 2011
All'origine delle emozioni: il SUDAFRICA
Non so neanche perchè ho scelto il Sudafrica.
A parte il Safari al Kruger che era l'unica immagine che avevo in mente, non avevo idea di cosa aspettarmi da questo posto.
Cape Town è una strana città, con angoli in cui sembra di stare in California (il lungomare, il quartiere di Seapoint, il Waterfront) e altri (il centro) dove non ti senti sicuro neanche ad entrare in un bar...ma sin dall'inizio quello che ti colpisce è (proprio come una barzelletta che ho sentito tante volte da bambina) la grandezza di tutto quanto: il mare diventa oceano, la Table Mountain è incredibilmente piatta, il Capo di Buona Speranza è immenso, e le emozioni sono altrettanto aumentate all'ennesima potenza.
Più di una volta, durante questo viaggio, ho avuto le lacrime dalla commozione, o per un paesaggio (al Capo, in cima alla scogliera, per esempio), o per la vicinanza ad un universo a me sconosciuto (il canto delle balene e lo spettacolo dei loro salti a pochi metri di distanza, tra le altre cose), senza riuscire veramente a spiegarmene il motivo. Credo che in fondo sia proprio il fatto che qui senti che la natura è più grande di te, al di sopra di qualsiasi tuo pensiero.
Gli animali in libertà, l'orizzonte che non ha fine, il pensiero dei tanti naufragi del passato prima di doppiare il Capo, gli immensi paesaggi del Blyde Canyon tutto questo ti riempie, per - credo - non abbandonarti più.
L'emozione della ricerca delle tracce degli animali (e di un leopardo inseguito ma non visto) al Kapama Reserve, che all'inizio sembra quasi un gioco, ti fa pensare a cacciatori ormai lontani, i rumori della natura diventano il tuo silenzio prima di addormentarti. Ciò che ti è sempre sembrato lontano ti sembra d'un tratto vicino e familiare, quando vedi due sorelle leonesse accarezzarsi al riveglio, o la leonessa vegliare sul sonno del leone maschio: momenti intimi già visti, che ci accomunano e non l'avresti mai pensato.
Se ho rischiato di commuovermi più volte, ho invece avuto il mio momento piagnonis - come dice la mia amica Chiara - a Hoedspruit, prima di prendere il piccolo aereo che ci avrebbe portato via. Ho pianto vedendo la gente che arrivava accolta dai ranger e ancora ignara delle emozioni forti che stavano per vivere, e pensando che noi avevamo consumato il nostro tempo insieme ai big five. Non so se questo è il mal d'Africa....ma se lo è, sono felice di averlo preso.
Altre foto:
Cape Town
Mpumalanga
Kapama Game Reserve
PS: questo bellissimo viaggio (di cui il Sudafrica era solo la prima parte dell'itinerario) è stato organizzato in modo assolutamente perfetto da http://www.traveldesign.it/ ...grazie Max!!!!
Forse è anche per questo che mi ha sorpreso così tanto....a partire da pochi minuti prima di atterrare, quando avvisti da lontano la Table Mountain e ti chiedi dove sei finito.
Più di una volta, durante questo viaggio, ho avuto le lacrime dalla commozione, o per un paesaggio (al Capo, in cima alla scogliera, per esempio), o per la vicinanza ad un universo a me sconosciuto (il canto delle balene e lo spettacolo dei loro salti a pochi metri di distanza, tra le altre cose), senza riuscire veramente a spiegarmene il motivo. Credo che in fondo sia proprio il fatto che qui senti che la natura è più grande di te, al di sopra di qualsiasi tuo pensiero.
Gli animali in libertà, l'orizzonte che non ha fine, il pensiero dei tanti naufragi del passato prima di doppiare il Capo, gli immensi paesaggi del Blyde Canyon tutto questo ti riempie, per - credo - non abbandonarti più.
L'emozione della ricerca delle tracce degli animali (e di un leopardo inseguito ma non visto) al Kapama Reserve, che all'inizio sembra quasi un gioco, ti fa pensare a cacciatori ormai lontani, i rumori della natura diventano il tuo silenzio prima di addormentarti. Ciò che ti è sempre sembrato lontano ti sembra d'un tratto vicino e familiare, quando vedi due sorelle leonesse accarezzarsi al riveglio, o la leonessa vegliare sul sonno del leone maschio: momenti intimi già visti, che ci accomunano e non l'avresti mai pensato.
Se ho rischiato di commuovermi più volte, ho invece avuto il mio momento piagnonis - come dice la mia amica Chiara - a Hoedspruit, prima di prendere il piccolo aereo che ci avrebbe portato via. Ho pianto vedendo la gente che arrivava accolta dai ranger e ancora ignara delle emozioni forti che stavano per vivere, e pensando che noi avevamo consumato il nostro tempo insieme ai big five. Non so se questo è il mal d'Africa....ma se lo è, sono felice di averlo preso.
Altre foto:
Cape Town
Mpumalanga
Kapama Game Reserve
PS: questo bellissimo viaggio (di cui il Sudafrica era solo la prima parte dell'itinerario) è stato organizzato in modo assolutamente perfetto da http://www.traveldesign.it/ ...grazie Max!!!!
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sabato 30 luglio 2011
Will you still love me tomorrow?
Oggi nessuna foto, solo una canzone.
Oggi è la mia giornata di lutto per Amy. Ascoltarla per me non è più la stessa cosa e non fa che farmi versare lacrime.
'Will you still love me tomorrow' è la canzone con cui mi sono innamorata di mio marito e oggi non riesco a smettere di ascoltarla. Mi ha accompagnato in un percorso che si è rivelato pieno di cose bellissime. Parla di dubbi e paure che sono sempre stati anche i miei e che - sono sicura - sono le paure di tutti. Sentirla cantare da lei (non è sua), con quella voce forte e debole allo stesso tempo, mi faceva sentire meno sola e mi dava coraggio nell'affrontare qualcosa che sentivo grande, ma di cui avevo anche molta paura.
Chi più, chi meno, chi per un motivo chi per un altro, ha paura di non essere amato, di esserlo troppo poco o di non esserlo mai abbastanza...
...per Amy, è stato troppo.
Amiamoci domani, e sempre.
Tonight you’re mine completely
You give your love so sweetly
Tonight the light of love is in your eyes
But will you love me tomorrow?
Is this a lasting treasure
Or just a moment’s pleasure
Can I believe the magic of your sighs
Will you still love me tomorrow?
Tonight with words unspoken
You say that I’m the only one
But will my heart be broken
When the night meets the morning sun
I’d like to know that your love
Is love that i, I can be sure of
So tell me now and I will not ask you again
Will you still love me tomorrow?
Will you still love me tomorrow?
Will you still love me tomorrow?
Oggi è la mia giornata di lutto per Amy. Ascoltarla per me non è più la stessa cosa e non fa che farmi versare lacrime.
'Will you still love me tomorrow' è la canzone con cui mi sono innamorata di mio marito e oggi non riesco a smettere di ascoltarla. Mi ha accompagnato in un percorso che si è rivelato pieno di cose bellissime. Parla di dubbi e paure che sono sempre stati anche i miei e che - sono sicura - sono le paure di tutti. Sentirla cantare da lei (non è sua), con quella voce forte e debole allo stesso tempo, mi faceva sentire meno sola e mi dava coraggio nell'affrontare qualcosa che sentivo grande, ma di cui avevo anche molta paura.
Chi più, chi meno, chi per un motivo chi per un altro, ha paura di non essere amato, di esserlo troppo poco o di non esserlo mai abbastanza...
...per Amy, è stato troppo.
Amiamoci domani, e sempre.
Tonight you’re mine completely
You give your love so sweetly
Tonight the light of love is in your eyes
But will you love me tomorrow?
Is this a lasting treasure
Or just a moment’s pleasure
Can I believe the magic of your sighs
Will you still love me tomorrow?
Tonight with words unspoken
You say that I’m the only one
But will my heart be broken
When the night meets the morning sun
I’d like to know that your love
Is love that i, I can be sure of
So tell me now and I will not ask you again
Will you still love me tomorrow?
Will you still love me tomorrow?
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mercoledì 25 maggio 2011
Nata con la valigia
partire, fermarsi e ripartire
Me ne sto qui, su una panchina al sole, a godermi il profumo la luce e
i rumori di una città che non è la mia.
Sono in viaggio per lavoro, una cittá diversa ogni giorno....eppure
nonostante lo stress e la tensione, c'è sempre un momento della
giornata, quando la mente si svuota, in cui mi sento bene, mi sento a
casa, e le mie cellule si aprono per assorbire le sensazioni di. ciò
che succede attorno a me.
Ieri è successo - più o meno alla stessa ora di oggi - quando il sole
tardo primaverile comincia a scendere e mi ricorda sensazioni estive:
vagavo in un quartiere di Milano e mi sono resa conto che attorno a me
c'erano un sacco di persone di etnìe diverse (ed era solo Viale
Monza)...e la mia sensazione è stata un ricordarmi di essere NEL
MONDO. Si, perchè troppo spesso ci rifugiamo nelle nostre piccole
cose, casa lavoro famiglia, e non pensiamo che fuori c'è un mondo
da conoscere ed esplorare e che non basterà una vita sola. E' un
pensiero così grande che a volte mi fa paura. Ma la reazione è sempre
positiva: muoviti, parti ogni volta che puoi, guardati attorno e
respira l'altro. L'altro che potresti essere tu, come scriveva
Whitman. Specchiati nel mondo. Quando sei stanco, riposati. Per poi
ripartire.
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mercoledì 13 aprile 2011
Mi sposo (ma niente di serio)
Smoke it as if it was your last one, a photo by sciabby on Flickr.
Ormai non è un segreto.
Anche io, 'donna in corriera', per un decennio single allo stato brado, instancabile viaggiatrice in ogni mezz'ora libera del mio tempo, mi sposo.
Ed è curioso vedere come le persone a cui dò questa notizia reagiscono in modo diverso. E' proprio interessante, perchè capisci dalla reazione come ti vedono davvero....
...domande come 'ma come te l'ha chiesto?' (ehm...veramente l'abbiamo deciso insieme, visto che siamo in due) e 'sei emozionata?' (tutti i giorni quando ci ritroviamo a casa da 3 anni e mezzo, veramente...) si alternano ad espressioni incredule come ''ma perchè vi sposate?' (e perchè invece no?) oppure 'ma chi, tu???'
Ecco, su questa vorrei proprio soffermarmi. D'accordo, non sono una che sogna il matrimonio da quando aveva 15 anni (anzi....sognavo la convivenza), lungi da me la voglia di essere 'principessa per un giorno'....ma quel 'ma chi tu?' mi dà la netta sensazione che qua, l'unico che mi conosca davvero, sia solo il pazzo che sta per sposarmi! Cioè, che gli altri mi vedano come qualcosa che non sono e che non sono mai stata...e questa cosa mi fa pensare.
E poi...la cosa che mi fa impazzire di più, la telefonata con la mia amica che non vedo mai che mi fa:
-ma come, non sei esaurita?
Oddio.
-Si, sai sono esaurita.....gli obiettivi a lavoro, sempre in treno...
-no no, con l'organizzazione. Come mai non sei fuori di testa?
EH????
-ehm....perchè?
-tutte quelle che si sposano hanno un esaurimento nervoso.
Beh, forse perchè qualcuno le convince che dev'essere così?
Oppure perchè ricevono continuamente telefonate del genere?
Lasciatemi concludere con una riflessione: il matrimonio è una questione molto intima. La spettacolarizzazione, è un'altra cosa. Mi colpì tantissimo la scena finale di Casomai (spoiler alert per chi non l'ha mai visto!!!!) in cui , dopo aver prospettato il bene e il male di un matrimonio ai futuri sposi davanti all'altare (e ai poveri Fabio Volo e Stefania Rocca ne capitano veramente di tutti i colori), al momento di celebrare il matrimonio, fa uscire tutti gli invitati.
Forse dovrebbe essere così..
Ma neanche il nostro lo sarà, per quanto ristretto.
Però, il succo rimane questo: è una cosa intima. Siate felici, e non fate più domande!!!
PS: non me ne vogliano CM e BDG: mi avete ispirato questo post, ma non ce l'ho con voi! Insomma: ogni fatto e personaggio rappresentato è puramente casuale (o quasi)!!! Vi voglio bene :D
Ormai non è un segreto.
Anche io, 'donna in corriera', per un decennio single allo stato brado, instancabile viaggiatrice in ogni mezz'ora libera del mio tempo, mi sposo.
Ed è curioso vedere come le persone a cui dò questa notizia reagiscono in modo diverso. E' proprio interessante, perchè capisci dalla reazione come ti vedono davvero....
...domande come 'ma come te l'ha chiesto?' (ehm...veramente l'abbiamo deciso insieme, visto che siamo in due) e 'sei emozionata?' (tutti i giorni quando ci ritroviamo a casa da 3 anni e mezzo, veramente...) si alternano ad espressioni incredule come ''ma perchè vi sposate?' (e perchè invece no?) oppure 'ma chi, tu???'
Ecco, su questa vorrei proprio soffermarmi. D'accordo, non sono una che sogna il matrimonio da quando aveva 15 anni (anzi....sognavo la convivenza), lungi da me la voglia di essere 'principessa per un giorno'....ma quel 'ma chi tu?' mi dà la netta sensazione che qua, l'unico che mi conosca davvero, sia solo il pazzo che sta per sposarmi! Cioè, che gli altri mi vedano come qualcosa che non sono e che non sono mai stata...e questa cosa mi fa pensare.
E poi...la cosa che mi fa impazzire di più, la telefonata con la mia amica che non vedo mai che mi fa:
-ma come, non sei esaurita?
Oddio.
-Si, sai sono esaurita.....gli obiettivi a lavoro, sempre in treno...
-no no, con l'organizzazione. Come mai non sei fuori di testa?
EH????
-ehm....perchè?
-tutte quelle che si sposano hanno un esaurimento nervoso.
Beh, forse perchè qualcuno le convince che dev'essere così?
Oppure perchè ricevono continuamente telefonate del genere?
Lasciatemi concludere con una riflessione: il matrimonio è una questione molto intima. La spettacolarizzazione, è un'altra cosa. Mi colpì tantissimo la scena finale di Casomai (spoiler alert per chi non l'ha mai visto!!!!) in cui , dopo aver prospettato il bene e il male di un matrimonio ai futuri sposi davanti all'altare (e ai poveri Fabio Volo e Stefania Rocca ne capitano veramente di tutti i colori), al momento di celebrare il matrimonio, fa uscire tutti gli invitati.
Forse dovrebbe essere così..
Ma neanche il nostro lo sarà, per quanto ristretto.
Però, il succo rimane questo: è una cosa intima. Siate felici, e non fate più domande!!!
PS: non me ne vogliano CM e BDG: mi avete ispirato questo post, ma non ce l'ho con voi! Insomma: ogni fatto e personaggio rappresentato è puramente casuale (o quasi)!!! Vi voglio bene :D
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